Lightouch: il tocco lieve dell’arte che cura

Lightouch: il tocco lieve dell’arte che cura

La medicina e l’arte medica esistono solo per il benessere. Ogni atto medico, che deve essere di cura, ha come fine quello di migliorare la qualità della vita delle persone. La Disciplina della Medicina Estetica, quando l’abbiamo pensata negli anni ’60-’70 era per la prevenzione dell’invecchiamento precoce, della senescenza, indotta da uno stile di vita che stava cambiando; per restare al passo con la propria età biologica/cronologica, su una spinta globale e discutibile di inno all’eterna giovinezza.

Quello stile di vita che ora chiamiamo LIFE STYLE è fortemente cambiato portandoci in un mondo più comodo ma sicuramente non migliore. Si sono perse sane abitudini comportamentali e di rapporto sociale dove l’immagine ha preso il sopravvento sul valore intrinseco delle persone, dove “quanto costi, quanto rendi, cosa sembri” non trova contraltare nel “quanto vali”.
In seguito l’aggettivazione “estetica” a questa filosofia di cura, ha modificato l’iter disciplinare, in parte sviandolo e appaiandolo al concetto di bellezza.

Quella che chiamavamo remise en forme foriera “dell’aspetto sano” fu sepolta dall’arrivo dei filler, i riempitivi che sembrava potessero ridare giovinezza e gradevolezza in pochi minuti riempiendo, gonfiando, spianando rughe e rugosità, togliendo al volto il sapore di una vita vissuta.

Mi occupo da trenta anni di formazione e ho visto l’evoluzione dell’interesse di giovani medici: dapprima “come posso curare e porre rimedio” poi sempre più “come posso gonfiare e paralizzare” il trionfo della anti-fisiologia, della mistificazione della Arte medica, in dispregio del Natural look.
È il momento di riappropriarci della filosofia iniziale, di seguire i comandamenti: prevenire, restituire, mantenere, di riportare l’arte medica nella medicina del benessere che è estetica. L’estetica è equilibrio tra le parti, la salute è equilibrio tra le parti.

Ho sempre amato parlare di Arte Medica, antico nome della disciplina perchè se non si mette l’anima nelle cose che si fanno, perdono di sapore e spessore. Un corpo sano è un corpo bello al di là delle fattezze che gli antenati gli hanno benevolmente elargito o meno, ognuno ha il diritto e il dovere di essere al meglio di sé senza volersi trasformare in altro da sé.
Questo desiderio ha portato alla mistificazione dell’atto medico e dell’estetica se affidato a chi Artista non è, triste manovale che lavora a comando. L’obiezione che spesso fanno i costruttori di mostri inestetici è di aver soddisfatto una richiesta, dimenticando, ignorando quel giuramento ippocratico, che vieta di agire contro il benessere della persona…creare ridicoli facsimili significa agire contro il benessere di quella Persona che sarà verosimilmente derisa da molti… e questo non è “estetico”, non è “etico”.

Abbiamo voluto riunire sotto questo simbolo di perfezione, competenze diverse, dotarci di strumentazioni diagnostiche e terapeutiche di avanguardia, non futuristiche e fantascientifiche, ma di assodata validità e sicurezza, affidate a mani esperte guidate da menti formate nel senso estetico di salute. Una squadra di livello lontana dalle mode del momento e impegnata nella medicina rigenerativa, nel fornire a ognuno quello stimolo metabolico che deve portare nella cura un gesto delicato, non visibile, allineato e integrato al genoma che fa di ognuno un essere unico e irripetibile, per mantenere la propria “estetica” nel tempo. LIGHTOUCH, il tocco lieve dell’arte che cura.


Prof. M.D.  Fulvio Tomaselli

Presidente Onorario della Società di Medicina Estetica

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