Lavorare per sottrazione, la “medicina dello spazio”

Lavorare per sottrazione, la “medicina dello spazio”

Chi scolpisce lavora per sottrazione, “libera le figure già contenute nella pietra”, libera lo spirito dalla materia. La materia è ancorata a terra, mentre lo spirito vola: è l’eterno tentativo di volare sconfiggendo la forza di gravità, uno dei quattro princìpi dell’universo. Gian Lorenzo Bernini, il più straordinario tra tutti gli scultori romani, fissò l’attimo in cui Plutone rapisce Proserpina nel gruppo scultore che oggi è conservato presso la Galleria Borghese.

Il mito di Proserpina ispira il progetto. Dopo aver mangiato il melograno, frutto dell’amore, non potrà che concedersi sia alla Terra che agli Inferi. Darà vita alla primavera e all’estate quando è sulla Terra, all’autunno e all’inverno quando risiede negli Inferi. Questo mito del continuo rinnovamento e avvicendamento delle stagioni segna il senso della vita.

Al centro medico Lightouch si accede attraverso un simbolico ponte, sotto il quale scorre una cascata d’acqua, affiancato da una cascata vegetale che spacca un complesso mosaico in legno di teak. L’architetto, quando svolge bene il suo lavoro, crea nuovi contesti per il benessere dell’uomo, diventando il “medico dello spazio”. Forma, colore, proporzione, ma anche suono e profumo, sono gli strumenti che gli permettono di progettare spazi che aiutano l’essere umano a lenire le proprie sofferenze.

Trovare significato a un simbolo: ognuno lo decodificherà in maniera diversa, perciò non sarò io a svelarne l’essenza. Lancio, piuttosto, dei messaggi che ognuno può raccogliere per scoprire la propria verità. L’architettura si fa, non si racconta. Concludo ricordando ciò che i grandi pensatori ci hanno lasciato: “La ricerca della bellezza è la ricerca delle verità, alla verità è legato il concetto di bontà, e la bontà rende liberi”.

Arch. Giuliano Fausti
Progettista del centro Lightouch

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